ANNO 2003: ANNO INTERNAZIONALE DELL’ACQUA

Importanza dell’acqua

 

            L’anno 2003  è stato dichiarato dalle Nazioni Unite “ Anno internazionale dell’acqua”.

            Tutti ci rendiamo conto dell’importanza di questo elemento, pari a quello della terra, che ci dà  tutto quanto serve per nutrirci, ma non lo può fare senza l’acqua.

            Oltreché elemento fondamentale per la vita del pianeta, l’acqua è pure bella: un torrente che scorre limpido fra erbe e rocce, una sorgente che zampilla fresca nella calura… Per questo i bambini, che sono istintivi, amano tanto giocare con l’acqua.

             Ma l’acqua sul pianeta è carente in relazione al fabbisogno dell’umanità e ciò costituisce un problema di rilevanza mondiale, che colpisce soprattutto i paesi in via di sviluppo.

              Dal documento conclusivo del “ Terzo Forum mondale sull’acqua” di Kioto, risulta che la mancanza di acqua incide notevolmente sulla mortalità soprattutto dei bambini e che ogni giorno 5 mila bambini muoiono per malattie legate alla scarsa quantità e alla cattiva qualità dell’acqua.  

               Leggo che Rita Levi  Montalcini  considera insoddisfacente il documento del Terzo Forum mondiale perché a fronte dei disastrosi rilievi fatti e dei buoni propositi enunciati, mancano i fondi necessari per una efficace politica che garantisca alle popolazioni in via di sviluppo le tecnologie adeguate per individuare falde acquifere, scavare pozzi, proteggere l’acqua da contaminazioni.

Noi che facciamo parte del mondo civile, che  normalmente possiamo bere o fare la doccia, o lavare panni e preparare alimenti quando e quanto vogliamo, abbiamo avuto modo di riflettere sull’importanza dell’acqua  proprio durante l’estate appena trascorsa, eccezionalmente calda e asciutta, che ha mandato in crisi anche ampie zone della nostra Penisola, con cittadini boccheggianti, anziani e malati in  gravi difficoltà accresciute da blackout, coltivatori che hanno visto gravemente compromessi i loro raccolti.  

                L’acqua è certamente una risorsa  preziosa  per i Comuni poveri e infatti nell’Alta Valle Argentina non si sono manifestati   i disagi verificatisi altrove: abbiamo continuato a sentire, anche se fioco, il mormorio dei torrenti  in parte ridotti al minimo e il gorgoglio del “troppo pieno” delle fontane, il flusso costante  dei rubinetti, dai quali sgorgava la preziosa acqua del Saccarello. E pensare che non molti anni fa, nel cuore dell’estate, i rubinetti spesso restavano a secco anche a Realdo, dove tuttavia l’acqua dei torrenti, che allora scorreva  limpida, ha rappresentato per lunghi anni il motore della vita economica e sociale del   paese. Quando le fasce erano folte di spighe che producevano grano quasi sufficiente al fabbisogno della popolazione, era il mulino ad acqua di Carmeli che lo trasformava in farina, così come trasformava in farina le castagne, mentre il follatoio attiguo trasformava in calde coperte  i manufatti di lana di pecora.

             E quanti bucati  sono stati sciacquati sui “bausi” del torrente  e più tardi  sui piani del lavatoio, ancora oggi frequentato.

E quando negli anni venti le acetilene nelle case vennero sostituite da lampadine elettriche, fu la centralina   dei Carmeli,  della famiglia  di Giovani Lanteri Lianò, con l’acqua del torrente Argentina,  a  produrre l’elettricità necessaria.

                  Ora il mulino dei Carmeli è un’abitazione privata e  un centro artistico culturale e la centralina  elettrica è inutilizzata.

                    Non dovremmo dimenticare le esperienze del passato, non soltanto perché, perdendole, si perde anche  parte della coscienza di sé e del proprio modo di essere, ma anche perché possono costituire motivi di riflessione anche critica sul presente.      

Ines Lanteri