La nostra flora

Grazia Maria Lanza Mazzia

Da un’emozione non vissuta in prima persona ma attraverso il racconto entusiasta di mio marito al ritorno da una escursione con amici nei pressi del monte Bego , mi è scaturito il desiderio di rendere partecipi i lettori della Vastera, di questo incontro botanico raro.

La pianta oggetto di tanta meraviglia è la Saxifraga Florulenta specie di grande bellezza e rarità considerando la endemicità ristretta alle zone circostanti il colle di Tenda, il monte Bego e la valle delle Meraviglie, vanto della nostra flora alpina.

La storia di questa preziosissima specie, un vero gioiello nel disastrato paesaggio vegetale della Liguria, ci porta indietro nel 1824 quando venne per la prima volta descritta dal botanico pavese Giuseppe Moretti e più avanti riportata in testi scritti dall’inglese Charles Casey e poi, dall’abate Montolivo; questi ultimi già allora raccomandavano qualora si fosse stati così fortunati da rinvenirne un esemplare, di non riferirne in giro onde evitare il desiderio nei non rispettosi della natura di impadronirsene. Per fortuna questa Saxifraga è al riparo dallo sterminio perché preferibilmente cresce su rocce spesso inaccessibili ai piedi umani.  

 

 

Essa cresce molto lentamente con la sua rosetta basale di foglie strette e coriacee ed impiega dai venti ai trent’anni prima di emettere per una sola volta la vistosa spiga florale  color rosa o bianco.

Questa mitica pianta appartiene alla numerosa famiglia delle Sassifraghe che conta 300 specie di cui una ventina nasce in Liguria.

Chi non ha mai ammirato, in vista di Realdo, nei pressi dell’Arma Pisciusa,  all’inizio dell’estate la Saxifraga Lingulata che pende dalle pareti rocciose e dondolando con le lunghe pannocchie fiorite ad ogni soffio di vento dà vita ad uno dei più attraenti spettacoli della nostra flora montana.
Mi auguro con queste righe di avervi coinvolto in quelli che io definisco “i miei sentimenti verdi”.

Grazia Maria Lanza Mazzia