Ricordo di Piero Bologna

 

         Al ricordo di Piero Bologna come padre   e  come  cultore degli studi diretti a tenere viva  la   lingua e la cultura brigasca, che ci è ci ha inviato il  figlio Corrado anche a nome dei familiari,  e che  pubblichiamo su questa rivista, voglio unire anche un mio pensiero come amico e come  presidente de  “ A Vastera”.

             Il  prof. Piero Bologna, Pierin Bulogna come lo chiamavano gli amici, direttore  della nostra rivista, si è spento a Imperia, dove si trovava  temporaneamente in vacanza , nello scorso mese di agosto. Era nato nell’aprile del 1915 e si avvicinava  ai  novant’anni.

              La notizia della sua scomparsa  è stata accolta da noi amici   de “ Vastera” con  grande commozione:  abbiamo sentito di aver perso un valido sostenitore ed un amico prezioso e abbiamo provato   la dolorosa  sensazione che una “parte” de “A Vastera”, della vita de  “A Vastera”  se n’era andata .

            Personalmente, avevo conosciuto Piero Bologna, più anziano di me di una decina di  anni, quando ragazzino ero stato per alcuni mesi ospite di mia zia Maria al Lagone di Imperia, proprio vicino alla casa dei Bologna: lui era una  giovane insegnante ed io un giovane studente ..

 Per  lunghi anni  poi l’avevo perso di vista,  per ritrovarlo, nel  1984, con un gruppo di amici,  fra i soci fondatori   dell’Associazione “A Vastera”.  

 

       

Recuperammo presto quel lungo periodo  di lontananza nel rivivere insieme le comuni radici

brigasche oltre ai ricordi che egli conservava del suo soggiorno ad Alba,  dove   era stato come docente e dove, alcuni anni dopo di lui, anch’io vissi un periodo lungo e importante della mia vita professionale e privata.

            Amava ricordare con soddisfazione ed orgoglio gli anni in  cui era stato  dirigente alla RAI ,,   nel settore delle pubblicazioni, nel quale  svolse un ruolo importante  quando  la radio italiana , ancor più di oggi, si proponeva finalità  culturali ed educative. 

La nostra collaborazione in seno all’associazione “ A Vastera”, - soprattutto attraverso  la rivista “ Scartari de gente brigasche”,  della quale  egli fu il direttore responsabile dalla sua fondazione - , fu sempre viva  e costante. Nonostante la lontananza, poiché Piero viveva a Roma, la sua collaborazione è sempre stata viva e costante, e  preziosi  sono stati sempre i suoi  consigli.

Il primo numero della nostra rivista “ A Vastera” inizia con un suo articoli e nei  34  numeri successivi il suo apporto è stato sempre prezioso.

Ricordo anch’io, come il figlio Corrado, la passione con la quale egli si è dedicato alla stesura del suo “ Vocabolario della Lingua brigasca”,  che  pubblicò  nel 1991, a ricordo dei suoi genitori, Antonio e Rosa, veri “brigaschi”,  con lo scopo  di mantenere viva, offrendole con lo scritto un futuro, la parlata  dei suoi antenati.

In questi ultimi anni, ragioni di salute gli impedivano di collaborare  assiduamente come in

passato, ma le sue preziose direttive  ed i suoi consigli , con telefonate   brevi ma puntuali,  non ci sono mancate  fino all’ultimo.

Ci sei rimasto nel cuore, Piero, e non ti dimenticheremo.

Nino Lanteri